Tipografia in classe!

libroQuesta mattina abbiamo realizzato, insieme ai bambini, il secondo libretto della piccola ‘casa editrice classe prima’. Il primo numero della nostra piccola collana editoriale, ‘Storie delle stagioni’ è piaciuto al punto tale che abbiamo deciso di stampare subito un secondo numero.

“Maestro, perché non scriviamo un libro su di noi?!”

“Effettivamente, le pagine del mini libretto sono 16: una per la copertina e 15 per ciascuno di voi …  sarebbe perfetto!” rispondo io.

Abbiamo, quindi, iniziato a lavorare alla pubblicazione: ho consegnato ai bambini un piccolo foglio di carta (un quarto di A4), invitandoli a raccontare, liberamente, alcune notizie di se stessi: cosa piace o non piace, come sono fatti, se fanno sport, se hanno animali, ecc… Ho, inoltre, consegnato un foglietto ancora più piccolo (un ottavo di A4) in cui ciascuno poteva disegnare se stesso.

“Adesso che avete scritto la vostra paginetta, scriveremo al computer il testo della vostra piccola storia, dopodiché andremo nell’aula informatica, dove abbiamo lo scanner, e inseriremo i vostri disegni nel testo”.

In poco meno di un’ora abbiamo scritto, scannerizzato e impaginato il nostro secondo opuscolo: un libretto realizzato in un foglio A4 stampato fronte/retro, con le dimensioni di pagina di 7,5 per 10,5 centimetri.

Tuxpaint …ma non solo

1J9F2NCACBXFTRCAHXEBDKCA0ZZ6T1CA9FDMY3CAJ5K1WWCAPWES8NCA5V8GFTCAUF1KZ0CA03VDRGCAEWSJLDCA8KXWQ7CAH1ME5GCABUUIA7CAZHF5NFCA3S4BZPCAN6951HCA0366A3CA0QQNF6In classe prima abbiamo, ormai da alcuni mesi, installato 4 pc desktop utilizzabili dai bambini nei momenti di recupero, approfondimento o, semplicemente, di svago. Si tratta di pc donati dalle famiglie o recuperati all’uso con, preinstallati, software didattici di libero utilizzo: come già ho avuto modo di raccontare, credo che l’uso della piattaforma informatica debba diventare, sempre di più, uno strumento ordinario nella didattica della classe. Non serve portare una volta alla settimana i bambini in un laboratorio di informatica in cui potranno acquisire competenze settoriali, spesso svincolate dal lavoro nella classe. Avere libero utilizzo di un pc in classe permette, invece, un utilizzo funzionale, specifico e mirato.

“Bravissimo: hai terminato il lavoro. Adesso prova a lavorare con questo programmino didattico sulle stagioni …”

In questo caso, un bambino particolarmente veloce e attivo, può avere la possibilità di implementare le proprie esperienze sperimentando tecniche e abilità superiori: ricordiamoci che, spesso, le eccellenze che sono, pur, presenti, nei gruppi classe, non hanno modo di esprimere le proprie potenzialità.

“Non preoccuparti se non ti riesce l’esercizio: vieni qui al computer e prova a giocare con questo software didattico sui mesi dell’anno …”

In questo secondo caso, invece, un bambino in difficoltà ha la possibilità, utilizzando una piattaforma pre strutturata, di rispondere alle richieste senza dover mediare con il foglio del quadernone: proporre esercizi mirati in un training programmato senza troppe sovrastrutture può risultare estremamente utile per il recupero delle competenze.

“… bravissima! Hai finito tutto il lavoro con precisione. Se vuoi puoi giocare con Tuxpaint e realizzare i disegni che preferisci utilizzando gli strumenti che abbiamo imparato a usare nella LIM ed altri che puoi scoprire!”

In questo terzo caso, infine, il pc può diventare un semplice strumento di passatempo in cui, senza troppi obiettivi e sovrastrutture, si lascia il bambino libero di creare un elaborato sperimentando la piattaforma di editing del disegno: una valida alternativa al disegno libero foglio/matita.

Puoi scaricare Tux Paint qui: http://www.tuxpaint.org/download/?lang=it

Osserviamo le stagioni

Nx500xle-4-stagioni-t6435.jpg.pagespeed.ic.uPi17vZF__In questi giorni stiamo lavorando sulla ciclicità delle stagioni: tra le altre cose abbiamo realizzato un piccolo libretto ed abbiamo osservato e descritto alcune scene illustrate reperite sulla rete. Aiutati dal maxischermo della LIM abbiamo, quindi, scritto le osservazioni di tutti i bambini.

La primavera.

“In questa scena siamo in primavera”; “ Si capisce perché il bambino raccoglie un mazzolino di fiori e c’è un trattore che lavora i campi per la semina”; “ Gli uccelli volano in cielo e tornano dai paesi caldi!”; “Gli alberi hanno messo la chioma e sono verdi”; “E poi il bambino è vestito con pantaloncini lunghi e maglietta a maniche corte. Fa calduccio!”.

L’estate

“Adesso siamo in estate. Si capisce dai fiori, dal sole che è splendente e caldissimo!”; “Il bambino è vestito con pantaloncini corti e maglietta a maniche corte”; “Si vede anche che nei campi è cresciuto il grano che sta diventando giallo oro. Gli alberi sono pieni di foglie”.

L’autunno

“Il bambino in questa scena indossa un cappottino e una sciarpa e pantaloni lunghi”; “Cadono le foglie dagli alberi e sono trasportate dal vento”; “Nei campi viene mietuto il grano!”; “Inizia ad essere più freddo. Il cielo è grigio e pieno di nuvole”.

L’inverno

“Il bambino indossa un cappotto e una papala. Porta nella mano la slitta da neve”; “ In fondo, vicino alla casa, si vede un pupazzo di neve”; “Fa freddo e si capisce anche perché è tutto coperto di neve, dalla bocca del bambino escono delle ‘nuvolette’ di fiato e dal camino esce tanto fumo: hanno acceso il caminetto!”.

Un volo virtuale

earth“Vi ricordate, bambini, la vista dall’alto?”

“Sì, maestro! avevamo fatto le fotografie alle nostre teste e agli oggetti della classe!”; “… il cestino rotondo, il banco rettangolare, e tanti altri oggetti!”; “Poi, maestro, abbiamo visto le automobili fotografate dall’alto!”; “… abbiamo anche fatto la piantina della classe vista dall’alto appiccicando i ritaglini con le forme di tutti i mobili!”.

“Giusto, bambini, oggi proveremo, invece, ad alzarci ancora più in alto, fin sopra la scuola ed il paesino di Giovi, come se fossimo in elicottero!”

Questo pomeriggio, in aula LIM, abbiamo giocato con Google Earth ( http://www.google.it/intl/it/earth/index.html ) per ampliare la rappresentazione della vista dall’alto, utilizzando le immagini aeree e satellitari del programma. Inizialmente ho fatto una panoramica sul Colosseo, poiché la qualità di definizione e la funzione di visione tridimensionale di quell’area risulta particolarmente elevata. La percezione di avvicinamento ed allontanamento dal suolo è, inoltre,  direttamente percepibile ed amplificata dalla visione del maxi schermo. I bambini hanno, facilmente, riconosciuto gli elementi antropici (strade, auto, edifici, ecc…) e naturali (alberi, corsi d’acqua, ecc…). A questo punto ci siamo spostati sulle coordinate del paesino di Giovi.

“Ci sono, bambini, elementi che riuscite a riconoscere, del territorio?”

“Io riconosco il campo sportivo: è a forma di rettangolo verde!”; “Poco sopra c’è il parchino dove vado a giocare, lo riconosco dalla pista di pattinaggio. Poi, gli alberi, visti dall’alto, sono dei cerchietti verdi!”; “Questa striscia scura, secondo me è il fiume Arno!”; Questa grigia è, invece, la strada …”.

Mentre i bambini indicavano i vari punti di riferimento, io annotavo, su schermo, con l’ausilio della funzoione penna della LIM, ogni osservazione.

“Provate a cercare la scuola: vi ricordo che abbiamo un ampio giardino con alcuni alberi …”

“… eccola qui, maestro, la riconosco perché accanto c’è anche un’altra casina dove c’è il dentista!”

A quel punto, ho aggiunto alcuni punti di riferimento (la stazione, l’alimentari, la chiesa) e i bambini sono riusciti ad individuare le proprie abitazioni.

Storie di storie di spazio e di tempo

stagioniOggi, primo giorno di primavera, abbiamo iniziato, in classe prima, a lavorare sulle quattro stagioni.

“Cari bambini, pensavate che le ruote del tempo fossero finite? Non è così! La giornata, se vi ricordate, si divide in mattina, pomeriggio, sera, notte, mattina, pomeriggio, sera, notte, mattina, pomeriggio, sera, notte, mattina …”

“Basta, maestro! Non finiscono mai!”

“I giorni della settimana, invece, sono sette: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica, lunedì, martedì, mercoledì, giovedì …”

“Ok, maestro, non finiscono mai neppure i giorni della settimana!”; “C’è sempre un giorno che viene dopo!”; “Anche i mesi, maestro, non finiscono!”; “Dopo dopo dicembre ricomincia gennaio e via via, senza fine!”

L’idea della ciclicità, presentata ai bambini anche attraverso la storia di una formichina che gira intorno alla ruota di una bicicletta che trova in un prato, senza mai arrivare alla fine della ‘strada’, si è conclusa, stamattina, con le quattro stagioni.

“Oggi inizia la primavera, poi verrà l’estate …”

“La mia preferita, maestro!”; “Anche la mia, perché si va al mare!”; “Fa caldo e si sta bene, d’estate, e poi si mangia il cocomero!”; “A me piace l’estate perché, mi ricordo che è sempre giorno e la notte arriva tardissimo!”

Per proporre un nuovo stile creativo, utile a descrivere le caratteristiche delle stagioni, abbiamo deciso di realizzare quattro piccole storie: una per ogni periodo. Al termine del lavoro impagineremo i testi e le immagini, realizzando un mini libriccino che inaugurerà una ‘linea editoriale’, in autoproduzione, che chiameremo “storie di storie, di spazio e di tempo”. Ho creato, infatti, in due pagine A4 orizzontali, 16 caselle di testo collegate tra loro. Una volta stampato il documento fronte/retro, ritagliato, impaginato e spillato, si ottiene un librettino di 7,5 x 10,5 centimetri: un mini tascabile di 16 pagine con le storie e i disegni dei bambini ad un costo di stampa minimo. La prima storia d’estate ha avuto come protagonista Gigino, un bambino vestito con calzoncini, maglietta e sandali che vive alcune semplici avventure. Ovviamente le storie sono collettive e costruite con il contributo di tutti i bambini.

Questa LIM sembra un mega IPad!

limFinalmente, anche nella nostra piccola scuola di Giovi, abbiamo a disposizione una LIM, che abbiamo installato in un’aula dotata di tavoli e sedie, necessari per svolgere una lezione multimediale, proprio come se fossimo in classe. Certo, il sogno di ogni insegnante (almeno il mio) sarebbe stato quello di avere una Lavagna Multimediale in ogni classe, alternativa alla cara, vecchia, un po’ polverosa, lavagna di ardesia. Ovviamente, le possibilità economiche della scuola italiana ci hanno concesso questo e noi ci siamo adattati nel migliore dei modi.

“Oggi, bambini, lavoreremo con il programma della maestra Ivana Sacchi in aula LIM, in particolare giocheremo con i software sui cicli temporali: le settimane, i mesi, le stagioni …”

“Maestro, sembra un mega Ipad!”; “Posso spostare le scritte con il dito!”; “Maestro, ti passo il lunedì, me lo sposti in cima, tra la domenica e il martedì, che non ci arrivo?; “Che bello! Si può scrivere con le pennine della lavagna, che sono di quattro colori, e c’è anche una cimosa che cancella quello che scriviamo nello schermo!”; “E’ bellissimo e divertente!”

Abbiamo, poi, lavorato con il programma dedicato della LIM, scoprendo, insieme, una serie di funzioni, dal disegno dei poligoni alla traduzione della scrittura a mano in digitale, dal righello al compasso, dalla possibilità di inserire immagini e video alla creazione di diagrammi e mappe concettuali.

“Credo, bambini, che nelle prossime settimane, ci divertiremo, non poco, con questo strumento che ancora poche scuole primarie hanno. Nella lavagna in classe possiamo usare i gessi colorati, cancellare, scrivere e disegnare … ma con questa LIM possiamo fare molto di più. Costruiremo insieme i nostri cartoni animati, registreremo le canzoni, impagineremo i nostri lavoretti, cercheremo video, immagini, informazioni da internet … credo proprio che mi divertirò molto anch’io!”

Etichetta discografica “Classe prima”

-clef--n-mic,-song-4-Deutschland-(3c)“Bambini, che ne pensate se facciamo un disco tutto cantato da noi?”

“Siiiii!!!!”

Da qualche giorno, in classe prima, stiamo provando alcune canzoni che, nel corso dei mesi abbiamo incontrato nelle nostre attività: “Il bruco”, che è stata la canzone dell’accoglienza, all’inizio dell’anno scolastico, “Quattro Pirati” (http://maestrocristiano.wordpress.com/2012/10/09/quattro-pirati-un-bans-scarica-tensione/ ), un bans particolarmente coinvolgente, che ci ha permesso di giocare e muoverci, nei momenti di stanchezza, “A E I O U, cerca un amico anche tu”, una canzone sulle vocali declinata sull’amicizia interculturale, “A come armatura”, divertente e famoso componimento che gioca con le lettere dell’alfabeto.

“Stamattina, bambini, proveremo a registrare la canzone dell’alfabeto!”

Per registrare ad una qualità decente non sono necessari particolari tecnologie: è sufficiente uno smartphone  o un tablet con, installato, un software per la registrazione che permetta memorizzazioni ad almeno 128 kbps (kilobyte per secondo).

“Prima di registrare, bambini, facciamo una prova di intonazione, per sentire chi, tra voi, ha la fortuna di essere più intonato degli altri”.

Saper cantare ed essere intonati è una caratteristica naturale che può, sicuramente, essere perfezionata, ma che parte, comunque, da una presenza, o meno, di una capacità che è innata. Non è facile gestire queste differenziazioni, che potrebbero generare, nei bambini,  frustrazione o presunzione di competenza. Nel nostro caso abbiamo stabilito di metter più vicine al microfono dello smartphone tre bambine particolarmente intonate e, subito dietro, tutti gli altri. In questo modo tutti i bambini saranno, comunque, presenti nella registrazione, ma la canzone risulterà, inevitabilmente, coralmente più intonata.

“Io vi accompagnerò con la chitarra, bambini, ma la voce dovrete metterla voi. Mi raccomando di non urlare troppo e di cantare tutti allo stesso ritmo e velocità … pronti … registrazione ….”.

Al termine della canzone abbiamo ascoltato il lavoro e tutti noi siamo stati piacevolmente sorpresi della qualità: la chitarra era al volume giusto, si sentiva bene e chiaramente la melodia, guidata dalle tre ‘soliste’, ma era possibile udire, distintamente, le voci di tutti gli altri bambini.

Tanti piccoli filmini!

pellicolaIn classe prima abbiamo iniziato ieri e proseguito oggi un nuovo aspetto relativo al tempo: dopo la contemporaneità abbiamo inserito il concetto di durata.

“Vediamo, bambini, se riuscite a capire da soli qual è l’argomento nuovo di cui parleremo oggi e con il quale giocheremo insieme … vi presento due situazioni … “

Ho, quindi proposto ai bambini una prima scena, in cui chiudevo la porta e una seconda scena in cui appuntavo una matita.

“Qui, maestro, non c’entra niente la parolina del tempo ‘mentre’ … non si può dire che mentre il maestro chiude la porta appunta la matita!”; “E’ vero, mica ci sono due maestri uguali!”

“Provo, allora, a fare due nuove azioni …”

Per prima cosa mi sono messo a sfogliare un libro, contandone le pagine, poi, come seconda azione, ho bevuto un bicchiere d’acqua.

“Maestro, quando hai iniziato a contare le pagine sembrava che non smettessi mai!”; “E’ vero: è durato tantissimo!”; “Il bicchiere d’acqua, invece, l’hai bevuto in un secondo!”

Ecco che i bambini hanno colto autonomamente l’argomento senza che lo esplicitassi. Questo ha dato loro un senso di fiducia e considerazione che ha permesso di lavorare con piena efficacia e consapevolezza.

“Immaginatevi, bambini, che, se prima, con la parolina ‘mentre’ e ‘nello stesso momento’, era come se avessimo scattato una immagine, una fotografia, adesso abbiamo, invece, tra le mani una videocamera che riprende due scene diverse!”

Ci siamo, quindi, divertiti a ‘riprendere’ le scene più disparate valutandone le durate relative. Poi, quando i bambini hanno proposto i termini ‘secondo’, ‘minuto’, ci siamo spostati su un secondo livello di lavoro. Abbiamo, quindi, giocato a ‘contare’ i secondi, prima guardando la lancetta dell’orologio, poi giocando con il ritmo, infine con il silenzio. Con qualche piccolo aiuto inconscio (i miei passi, alcuni piccoli rumori battito a tempo), i bambini sono riusciti a contare in silenzio fino a 20 secondi con un minimo scarto tra il primo e l’ultimo! Credo che lavoreremo ancora con la ‘musica del tempo’.

Un pianoforte grande un’intera classe!

bambini-che-ballano-sulla-tastiera-di-piano-thumb18424878L’ultima ora del venerdì, in classe prima, è sempre particolarmente impegnativa, poiché dobbiamo essere in grado di trovare le strategie per interessare i bambini in attività che siano coinvolgenti e, allo stesso tempo, utili per la didattica.

“Oggi, bambini, consegnerò, a ciascuno di voi, un blocco sonoro ed una bacchetta per suonarlo …”

“Io ho il DO!”; “Io, maestro, ho il FA!”; “Anche a me è toccato il DO, ma un po’ più piccolino!”

“Benissimo, adesso disegnerò, alla lavagna un pianoforte con tutte le vostre note … naturalmente alcuni di voi potranno avere la stessa nota, ma sarà più acuta dell’altra … eccoci! Adesso il gioco consisterà nel suonare il pianoforte con il vostro aiuto.”

Il gioco che ho proposto, semplice ma coinvolgente, è stato particolarmente utile per comprendere il concetto elementare di suono e l’abbinamento di un simbolo, che può essere una stellina o una sillaba, come ‘do’, ad un suono specifico.

“Provate a suonare quando è il vostro turno: osservate il mio dito che preme l’una o l’altra nota, sulla lavagna … benissimo … quando tolgo il dito dalla nota dovete smettere di suonare … adesso proviamo a riprodurre insieme una canzone, vediamo chi, di voi, indovina … “

“… maestro, abbiamo suonato Frà Martino!”

Ci siamo, quindi, divertiti a suonare alcuni semplici brani. Infine, uno alla volta, i bambini sono venuti alla lavagna ed hanno ‘suonato’ i loro compagni utilizzando la tastiera virtuale disegnata!

In quel preciso momento…

formica_cicala“Questa mattina, bambini, giocheremo insieme con una nuova parolina del tempo: provate a scoprirla voi, osservando questa scenetta …”

Ho, quindi, chiesto a due bambini di compiere due azioni diverse, ma nello stesso momento: uno a colorare un disegno, l’altro a mangiare una mela. Ho, quindi, chiesto di descrivere la scena.

“Maestro, Antonio disegna, mentre Benedetta mangia una mela!”; “E’ vero, Antonio e Benedetta fanno due cose diverse nello stesso momento!”

Abbiamo, quindi, scoperto l’avverbio di tempo che esprime contemporaneità, simultaneità di azione.

“Provate, adesso, voi, a descrivere una scena di fantasia, in cui ci siano due personaggi che compiono due azioni diverse nello stesso ambiente …”

“… maestro, mentre noi giochiamo in palestra …”; “… un gattino ci guarda dalla finestra!” ; “Oppure, possiamo dire che un pesciolino mangia mentre una tartaruga cova le uova!”; “Depone! Non cova!”

Dopo aver raccontato e scritto sul quaderno alcune storie di fantasia in cui fosse presente l’avverbio di tempo, ho proposto alcuni disegni, estratti da favole note, da descrivere con una breve frase.

“In questo disegno, maestro, la cicala è triste, mentre la formica le insegna come avrebbe dovuto comportarsi!”; “E’ vero: la cicala avrebbe dovuto mettere da parte il cibo per l’inverno!”; “In quest’altro disegno Cappuccetto raccoglie un fiore mentre il lupo la guarda con occhi ingordi!”

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